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Corioretinopatia Sierosa Centrale

Indice

La corioretinopatia sierosa centrale determina un distacco sieroso della retina neurosensoriale a livello maculare, la parte più importante della retina. Molto spesso questa patologia va incontro a una guarigione spontanea, talvolta però essa perdura nel tempo o è soggetta a recidive che possono causare una riduzione della visione.
La corioretinopatia sierosa centrale (Central Serous Chorioretinopathy, CSCR) è una patologia oculare direttamente correlata allo stress. Essa colpisce maggiormente le persone di genere maschile, di età compresa tra i 20 e i 55 anni. I soggetti che ne soffrono spesso presentano una personalità iperattiva, molto competitiva o aggressiva o esposte a condizioni di stress prolungato. Anche gli individui particolarmente introversi, che presentano alterazioni della personalità e tendono ad isolarsi dalle relazioni sociali sembrano essere più suscettibili alla CSCR. Questa malattia determina un distacco sieroso della retina neurosensoriale che può permanere nel tempo o riassorbirsi spontaneamente. A volte la guarigione non è definitiva e alcuni pazienti possono essere soggetti a recidive. Sia nei casi di distacco sieroso duraturo sia nei casi di cicli ripetuti di remissioni e recidive possono determinarsi alterazioni e danni maculari permanenti.

Eziopatogenesi

Alla base dell’insorgenza della corioretinopatia sierosa centrale c’è un’iperattività adrenergica. Questa iperattività, associata a situazioni prolungate di forte stress, induce un’eccessiva produzione endogena di cortisolo e catecolamine.

L’elevata concentrazione plasmatica di queste sostanze causa essudazione di siero dai vasi sanguigni della coroide. Questo determina un ispessimento della coroide stessa, che in questo modo esercita una pressione meccanica sull’epitelio pigmentato retinico (RPE), un tessuto di tipo epiteliale e non sensoriale che è funzionalmente separato, ma strutturalmente e anatomicamente associato alla retina, di cui è parte integrante.

La pressione esercitata sull’RPE ne indebolisce le giunzioni intercellulari, creando in questo tessuto una discontinuità anatomica. In condizioni fisiologiche normali, l’epitelio pigmentato retinico è perfettamente integro e media il trasporto di ossigeno e nutrienti dalla coroide alla retina neurosensoriale. Quest’ultima è la porzione di retina che comprende le cellule nervose con caratteristiche fotorecettoriali deputate alla visione (coni e bastoncelli).

In condizioni patologiche, la presenza di piccole “falle” all’interno dell’RPE fa perdere a questo tessuto la sua funzione anatomica di separazione e ciò permette la migrazione trans-epiteliale di fluidi dalla coroide allo spazio sottoretinico, causando il distacco sieroso della retina neurosensoriale.

Nelle persone particolarmente sensibili al cortisolo, questo meccanismo può essere indotto anche dall’assunzione di cortisonici, soprattutto se somministrati per via sistemica, ma anche per via orale (sotto forma di spray), via topica (ad esempio in crema) o inalatoria.

La corioretinopatia sierosa centrale esordisce in genere in un solo occhio e può essere, in una fase iniziale “moderatamente” asintomatica. Nei quadri clinici più gravi, la malattia ha un decorso veloce e determina il sollevamento della regione centrale della retina, cioè la zona maculare, responsabile della visione nitida, causando cosi deficit visivi significativi.

Sintomi

I principali sintomi sono una diminuzione dell’acuità visiva. Una vista più scura o sbiadita dei colori. Una percezione distorta o discontinua delle linee rette (che possono essere percepite curve e/o spezzate). Una visione molto ridotta delle dimensioni degli oggetti (micropsia) e la percezione di una macchia scura (scotoma) al centro della visione.

Diagnosi

Gli esami strumentali che dovrebbe eseguire il paziente, affetto da corioretinopatia sierosa centrale, durante una visita oculistica approfondita per avere un accurato monitoraggio sono: la Perimetria Computerizzata Centrale che misura la sensibilità retinica, la quale risulta ridotta in presenza di questa patologia. L’Elettroretinogramma per valutare nel tempo danni funzionali nella trasmissione del segnale. La Tomografia a Coerenza Ottica (OCT) ad alta risoluzione per analizzare ogni singolo strato retinico, particolarmente utile nell’individuazione e nella quantificazione del distacco sieroso della retina neurosensoriale. L’Angiografia a Fluorescenza (FAG) e con il Verde Indocianina (ICGA), un esame minimamente invasivo ma molto importante per individuare il “punto di fuga”, cioè il punto in cui i vasi sanguigni della coroide e della coriocapillare hanno una eccessiva permeabilità che alimenta il distacco dell’epitelio pigmentato retinico.

Immagini strumentali

Trattamento

La terapia convenzionale per la corioretinopatia sierosa centrale è la fotodinamica a bassa fluenza (PDT), una tecnica laser affinata nell’ultimo decennio, capace oggigiorno di ottenere, nei casi adeguatamente selezionati, un’elevatissima percentuale di successo. Inoltre è importante sapere che questo trattamento laser è ripetibile nel tempo in caso di recidive. Oltre al trattamento della corioretinopatia sierosa centrale mediante PDT a bassa fluenza, bisogna focalizzare l’attenzione del paziente sull’eliminazione dei fattori di stress.

Assistenza psicologica

Immagine decorativa a rappresentazione con due mani che si stringono
Al fine di facilitare una completa e spontanea guarigione spesso ai pazienti si consiglia di cambiare stile di vita. Laddove necessario si raccomanda un ciclo di psicoterapia per individuare e affrontare eventuali problemi relazionali. Talvolta si arriva persino a suggerire l’eventualità di cambiare attività lavorativa. Tutto ciò al fine di ridurre, o eliminare completamente, i fattori di stress ricorrenti che agiscono a livello biochimico e innescano lo sviluppo della CSCR. A tal fine sono consigliate tutte quelle attività che possono contribuire alla riduzione dello stress, quali l’esercizio fisico, la meditazione, lo yoga etc. I pazienti affetti da CSCR, per favorire una corretta guarigione, devono evitare l’assunzione di farmaci a base di cortisonici, a meno che non esista una reale e urgente necessità che ne giustifichi l’uso con possibile rischio di recidive.

Nuove frontiere terapeutiche

Negli ultimi anni si sta cercando, attraverso studi clinici controllati randomizzati, una nuova terapia per la corioretinopatia sierosa centrale. Una terapia fermacologica molto promettente, che sta ottenendo degli ottimi risultati, consiste nell’utilizzo di antagonisti dei mineralocorticoidi, farmaci solitamente assunti per via orale nel trattamento dell’ipertensione e dell’insufficienza cardiaca congestizia. Un’altra terapia che negli ultimi anni ha ottenuto ottimi risultati in termini di guarigione è quella che utilizza “laser freddi” di ultima generazione mediante i quali è possibile effettuare trattamneti laser sotto-soglia (subtreshold), quali il 2RT e il micropulsato, privi di controindicazioni legate ad effetti di natura termica. Tenendo conto dei risultati degli studi clinici estremamente positivi, ci auguriamo che queste terapie di ultima generazione possano presto essere disponibili nella pratica clinica oftalmologica comune.

Patologia e trattamento in video

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