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Intervento per il Foro Maculare

Vitrectomia via pars plana

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Vitrectomia via pars plana

Il foro maculare è una pericolosa patologia dell’occhio che può causare l’insorgenza di complicanze molto serie, quali il distacco di retina secondario e, se non si interviene tempestivamente, la perdita della visione centrale.

Il foro maculare richiede un intervento chirurgico denominato vitrectomia via pars plana, che consiste nell’eliminazione del corpo vitreo e l’inserimento di un gas espansibile nella cavità vitreale, per promuovere il riaccollamento della macula al fondo oculare.

Quando c’è una diagnosi di foro maculare, l’intervento di vitrectomia deve essere eseguito con la massima urgenza perché, con il passare del tempo, il danno ai fotorecettori della macula diventa irreversibile e la possibilità di recupero visivo viene meno.

La vitrectomia via pars plana è una chirurgia altamente specializzata. A seconda del paziente, l’intervento può avere una durata compresa tra i 45 e i 60 minuti ed è minimamente invasivo grazie all’impiego di strumenti miniaturizzati di piccolissimo calibro.

Post-operatorio

Il post-operatorio della chirurgia per il foro maculare rappresenta una fase molto importante ai fini del successo terapeutico e richiede la collaborazione scrupolosa da parte del paziente. Per 3-4 giorni, infatti, quest’ultimo deve mantenere una posizione della testa con il viso rivolto verso il basso, “a faccia in giù” (face-down), per far sì che il gas espansibile inserito all’interno dell’occhio eserciti una pressione sulla macula, facilitandone la rimarginazione (chiusura del foro) e il riaccollamento al fondo dell’occhio.

Sebbene non sia facile mantenere questa posizione per tante ore al giorno e per tanti giorni, è necessario che il paziente si impegni a rispettare le indicazioni terapeutiche, a vantaggio del successo terapeutico della chirurgia e del recupero visivo.

Durante il post-operatorio il paziente deve trattare l’occhio operato con colliri antibiotici e antinfiammatori. Nel caso dovesse presentarsi dolenzia, il paziente può assumere dei farmaci antidolorifici.

Per tutto il periodo in cui il gas permane all’interno dell’occhio, il paziente deve evitare di viaggiare in aereo o in montagna, poiché l’altitudine può provocare sbalzi della pressione intraoculare repentini e molto pericolosi per la salute dell’occhio. Per lo stesso motivo, per circa una settimana il paziente deve evitare di fare sforzi e movimenti bruschi.

Il miglioramento della visione, che potrà essere diverso da paziente a paziente, anche in base alla gravità del foro maculare e al tempo intercorso tra la formazione del foro maculare stesso e l’intervento chirurgico, può essere apprezzato solo alcuni giorni dopo l’intervento, in particolare quando il gas è stato completamente riassorbito e sostituito da umor vitreo di seconda formazione, un liquido prodotto dal corpo ciliare e che presenta caratteristiche ottiche tali da permettere una visione perfettamente nitida.

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